Europa

Questa mappa è destinata a cambiare

Ho scoperto quanto mi sentissi a mio agio in movimento durante il mio primo vero viaggio, a diciott’anni, con un biglietto Interrail in tasca e l’Europa tutta da esplorare.

È stato allora che ho cominciato ad amare i viaggi lenti. Le ore trascorse a guardare fuori dal finestrino, il paesaggio che cambiava poco alla volta, le lingue che si mescolavano e quella sensazione che tra un confine e l’altro si potessero accumulare infinite storie.

Forse perché così vicina a casa, negli anni ho continuato a saltellare per l’Europa, passando da una capitale all’altra, tornando negli stessi luoghi o scoprendone di nuovi.

Ma questa mappa non sarà un elenco infinito di fughe di pochi giorni, né una collezione di bandierine da aggiungere ogni volta che attraverso un confine.

Voglio dedicarla ai Paesi che, in qualche modo, mi hanno cambiata. Luoghi in cui non sono stata soltanto di passaggio, ma che ho vissuto davvero, percorrendone le strade avanti e indietro, fino a riconoscerle. Paesi che mi hanno lasciato un segno, insegnato una nuova lingua o regalato, anche solo per un po’, la sensazione di essere a casa.

Ci sono ancora tante storie da recuperare e altrettante strade da percorrere. Per questo, anche questa mappa è destinata a cambiare.

Se ti interessa leggere qualche vecchia o nuova storia, clicca su paese e fattici portare dal mio racconto.

Mappa Europa Menu
Francia

Francia

Paysane

Paysanne — Francia, estate 2020

Avevo 25 anni, pochi soldi in tasca e un bisogno disperato di partire. La soluzione? Andare in Francia a togliere erbacce dai campi di carote.

Non immaginavo che mi sarei ritrovata a condividere una villa con quattordici sconosciuti, a lavorare piegata sotto il sole e, dopo essere stata licenziata, a occupare per due notti la stessa casa in cui avevo vissuto, rientrandoci di nascosto attraverso un lucernario.

E nemmeno che, rimasta senza lavoro e senza un tetto, avrei trascorso tre settimane a dipingere pareti e prendermi cura dell’orto di una donna tedesca che progettava di tornare a vivere sulla strada, a bordo di una vecchia ambulanza.

Un’estate cominciata con un contratto agricolo e proseguita senza un programma. Proprio come piaceva a me.