C’è un luogo in Vietnam, nascosto tra gli alberi della foresta, dove gli elefanti non sfilano davanti ai turisti, non vengono cavalcati né costretti a fare il bagno. Per vederli bisogna fare piano, nascondersi tra la vegetazione e aspettare. Yok Don ti chiede di metterti in ascolto: servono orecchie pazienti, pronte ad ascoltare il fruscio delle foglie o il rumore di un ramo che si spezza sotto il pesante passo degli elefanti.
C’è un momento, però, in cui la meraviglia lascia spazio alle domande pratiche. Dove si trova esattamente Yok Don? Perché è considerato un luogo così speciale? Vale davvero la pena arrivare fin qui? Prima di raccontarti come organizzare la visita, è giusto capire cosa rende questo angolo di Vietnam diverso da qualsiasi altro posto dove si possono osservare gli elefanti.
Cos’è il Parco Nazionale di Yok Don e perché è così speciale
Situato nella provincia di Đắk Lắk, negli Altopiani Centrali del Vietnam e a pochi chilometri dal confine con la Cambogia, il Parco Nazionale di Yok Don è il più grande del Paese, con oltre 115.000 ettari di foresta protetta.
Qui cresce una delle ultime grandi foreste di dipterocarpi del Sud-est asiatico, un ecosistema raro che durante la stagione secca cambia completamente volto: il verde intenso lascia spazio a tonalità dorate e ramate, creando un paesaggio che ricorda, per certi aspetti, una savana.

Per orientarti meglio, il parco si trova a circa un’ora di autobus da Buôn Ma Thuột, la città principale della provincia e il punto di partenza più comodo per raggiungerlo.
Ma la posizione geografica è solo una parte della storia.
Fino a pochi anni fa Buôn Đôn era conosciuta soprattutto per le cavalcate sugli elefanti e per il loro impiego nel trasporto del legname. Oggi, invece, Yok Don rappresenta uno dei progetti di conservazione più interessanti del Vietnam. Gli elefanti non vengono più cavalcati né costretti a interagire con i visitatori: si osservano nel loro ambiente naturale, mantenendo sempre la distanza e lasciando che siano loro a decidere tempi e movimenti.
Il parco ospita oltre mille specie vegetali e centinaia di specie animali. Tra gli incontri più emozionanti c’è il gaur, il più grande bovino selvatico del mondo, insieme a cervi, numerose specie di uccelli e, naturalmente, gli elefanti asiatici.


Questo approccio è reso possibile grazie al lavoro quotidiano dei ranger, dei mahout — gli storici custodi degli elefanti — e di organizzazioni come Animals Asia e WWF, che collaborano per garantire il benessere degli animali e promuovere un turismo basato sull’osservazione anziché sull’interazione.
Come raggiungere il Parco Nazionale di Yok Don
Il modo più semplice per raggiungere Yok Don è partire da Buôn Ma Thuột. Dalla North Bus Station parte il bus locale n. 15, diretto a Buôn Đôn, che ferma proprio davanti all’ingresso del parco. Il viaggio dura circa un’ora e il biglietto si acquista direttamente a bordo. Noi abbiamo pagato 30.000 VND a persona.
Raggiungere Yok Don è stato molto più semplice di quanto avessi immaginato. Tra blog e sito ufficiale avevo trovato qualche indicazione utile, ma quasi nulla su tratte, orari o costi reali. Per questo voglio raccontarti esattamente come abbiamo fatto noi.
Siamo arrivati a Buôn Ma Thuột al sorgere del sole e il night bus ha terminato la corsa alla North Bus Station. La città era già sveglia. Accanto alle officine meccaniche che circondano la stazione, una piccola cucina di casa, quasi nascosta tra le attività, aveva appena aperto. Probabilmente era la moglie di uno degli autisti: lui faceva colazione seduto accanto a noi con una fumante zuppa di noodles, mentre il resto della stazione iniziava lentamente ad animarsi.

Avevo salvato sul telefono la foto di un autobus rosa e verde, il numero 15. Era il nostro unico punto di riferimento.
Il biglietto si acquista direttamente a bordo e si paga solo in contanti. Alcune fonti riportano un costo di 35.000 VND, ma noi ne abbiamo pagati 30.000. L’autista, aiutato dalla moglie, raccoglieva il denaro e distribuiva i biglietti. Prima di partire si tolse le scarpe e salì al posto di guida. Quando mi avvicinai alla piccola biglietteria, senza pensarci, pestai il tappeto con le scarpe. Con un sorriso mi fecero capire l’errore e, un po’ mortificata, andai a sedermi.
Il viaggio è lento e ricco di soste. La cosa che mi colpì di più fu che i passeggeri sembravano quasi in minoranza rispetto alle merci. A ogni fermata qualcuno consegnava un pacco, una busta con del denaro o un sacco della spesa. Venivano annotati il nome del destinatario, la fermata e il costo del trasporto, poi il viaggio riprendeva come se fosse la cosa più normale del mondo.
Io, invece, ero completamente rapita da quella quotidianità. Dalla musica che usciva dalla radio. Dagli sguardi curiosi dei passeggeri. Da una signora che tagliava un durian senza che nessuno sembrasse far caso al suo odore pungente. A un certo punto, un’altra donna si addormentò appoggiando i piedi sulle mie gambe, con una naturalezza che mi fece sorridere.
Poco alla volta la città scomparve alle nostre spalle. La strada proseguiva verso nord-ovest, in direzione del confine con la Cambogia, attraversando campagne sempre più tranquille, dove l’asfalto iniziava a essere condiviso con il bestiame.
Era una limpida mattina di dicembre quando l’autobus accostò davanti all’ingresso del Parco Nazionale di Yok Don. Dall’altra parte della strada ci aspettavano i cancelli e un silenzio quasi solenne, interrotto soltanto dal canto incessante delle cicale. Non c’era nessuno ad accoglierci. Entrammo con un po’ di timidezza finché, sotto il pergolato della reception, comparvero i sorrisi dello staff.
Dove dormire quando si visita il Parco Nazionale di Yok Don
Se hai intenzione di visitare il Parco Nazionale di Yok Don in giornata, puoi tranquillamente pernottare a Buôn Ma Thuột, dove l’offerta di hotel e guesthouse è decisamente più ampia.
Se invece, come me, ami i viaggi lenti e vuoi vivere il parco anche dopo la partenza degli ultimi visitatori, ti consiglio di dormire all’interno dell’area protetta. È il modo migliore per godersi il silenzio della sera, l’alba nella foresta e partire direttamente con le attività del mattino.
Avevo già vissuto l’esperienza di dormire all’interno di un parco nazionale, al Fathala Reserve in Senegal (qui il link all’articolo). Ne conservo un ricordo meraviglioso, ma l’organizzazione di Yok Don e l’approccio etico con cui viene gestita l’intera struttura mi hanno fatto apprezzare ancora di più la realtà vietnamita.
Una settimana prima del nostro arrivo ho contattato la reception per prenotare due notti. Mi hanno rimandata al sito ufficiale, dove è possibile riservare sia la camera sia le attività del parco, senza alcun pagamento anticipato. Il saldo avviene direttamente in struttura, esclusivamente in contanti. Nella mail di conferma era presente anche un numero WhatsApp per comunicare facilmente con lo staff, sempre disponibile e gentilissimo.
Dopo il check-in ci consegnarono le chiavi e ci accompagnarono al piccolo edificio che ospita le poche camere del parco. Al secondo piano ci aspettava una stanza semplice ma curata, dotata di zanzariere, ventilatore, frigorifero e bagno privato. Niente lusso, ma tutto ciò che serve per riposare dopo una giornata trascorsa nella foresta.
Al piano terra si trovavano alcuni recinti destinati ad animali in cura o in osservazione. Pavoni, scimmie, cervi e Milk, il cane mascotte del parco, facevano ormai parte della quotidianità della struttura e contribuivano a rendere l’atmosfera ancora più familiare.
Mangiare nel Parco Nazionale di Yok Don
Se scegli di pernottare all’interno del parco, puoi consumare tutti i pasti direttamente nella struttura. La sala da pranzo si trova sotto il pergolato della reception, affacciata su un piccolo lago e accanto alla stazione dei ranger.
Non esiste un menù fisso: ogni giorno vengono preparati piatti semplici della cucina vietnamita con ingredienti di stagione. Se hai intolleranze alimentari o segui una dieta particolare, è sufficiente comunicarlo al momento della prenotazione o all’arrivo.
| Servizio | Prezzo indicativo |
|---|---|
| Colazione | 50.000 VND |
| Pranzo | 100.000 – 300.000 VND |
| Cena | 100.000 – 300.000 VND |
Il prezzo varia in base al numero di persone e al menù preparato quel giorno.
Un consiglio: presta attenzione agli orari. La colazione viene servita molto presto, in base all’inizio delle escursioni, mentre la cena viene preparata prima del tramonto, quando lo staff rientra nelle proprie abitazioni.
Se non sei abituato a cenare così presto, tienilo presente. Noi lo abbiamo imparato a nostre spese. Verso le nove e mezza di sera uscimmo in cerca di qualcosa da mangiare, ma l’unica cosa che trovammo fu la gentilezza di un ranger, che accese il bollitore e ci preparò un enorme piatto di instant noodles.
La sera i cancelli del parco vengono chiusi. Rimane soltanto la finestrella illuminata del ranger di guardia e, sopra la foresta, un cielo così pieno di stelle da sembrare irreale.
Quali esperienze fare al Parco Nazionale di Yok Don

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più di Yok Don è che non esiste un solo modo di vivere il parco. Le attività proposte permettono di conoscere la foresta da prospettive diverse, ma sono accomunate da un principio fondamentale: il rispetto per gli animali e per il loro ambiente.
Che si tratti di seguire le tracce lasciate dagli animali tra i dipterocarpi o di osservare gli elefanti mentre si muovono liberamente nella foresta, ogni esperienza è pensata per avvicinare il visitatore alla natura senza alterarne gli equilibri.
Noi abbiamo trascorso due notti all’interno del parco e deciso di dedicare ogni giornata a un’attività diversa. È stata una scelta che rifarei senza esitazione: ci ha permesso di rallentare, immergerci davvero nell’atmosfera di Yok Don e vivere ogni esperienza con i suoi tempi.
Trekking nella foresta
Il nostro viaggio è iniziato con un trekking guidato nella foresta di dipterocarpi. Accompagnati da Bab, una delle esperte guardie forestali del parco, abbiamo imparato a riconoscere alberi secolari, piante medicinali e le tracce lasciate dagli animali che vivono in quest’area protetta.
È un’escursione lenta, fatta di osservazione e ascolto. Più che una semplice camminata, è un’occasione per comprendere come funziona questo ecosistema e il delicato equilibrio che lo mantiene vivo.
Nel racconto dedicato al trekking ti porto con noi lungo il sentiero, tra formiche dal sapore di limone, rifugi nascosti dei ranger, incontri con i gaur e tanti piccoli dettagli che hanno reso quella giornata indimenticabile.
Elephant Experience



Il secondo giorno abbiamo partecipato all’Elephant Experience, il progetto che ha trasformato Yok Don in uno degli esempi più interessanti di turismo responsabile in Vietnam.
Qui gli elefanti non vengono cavalcati, non fanno spettacoli e non sono costretti a interagire con i visitatori. Si osservano mentre si muovono liberamente nella foresta, accompagnati dai ranger e dai mahout, che li seguono a distanza rispettandone i ritmi e i comportamenti.
Noi abbiamo scelto la formula giornaliera, partecipando sia all’uscita del mattino sia a quella del pomeriggio. Durante la giornata abbiamo avuto la fortuna di assistere anche a una visita veterinaria, un momento raro che ci ha permesso di vedere da vicino il lavoro svolto per la tutela degli elefanti.
Nel racconto dedicato all’Elephant Experience ti spiego come si svolge la giornata, cosa aspettarti e perché credo che sia una delle esperienze più autentiche che si possano vivere in Vietnam.

Se hai più tempo…
Se il tuo itinerario lo permette, Yok Don propone anche altre attività, tra cui birdwatching, trekking di più giorni con pernottamento in tenda, escursioni in bicicletta, visite ai villaggi delle minoranze etniche e corsi di cucina tradizionale.
Se però hai a disposizione soltanto due giorni, ti consiglio senza dubbio di scegliere il trekking nella foresta e l’Elephant Experience. Insieme raccontano perfettamente l’anima del parco: da una parte la foresta, dall’altra gli elefanti. Entrambe, però, insegnano la stessa cosa: che la natura va osservata con pazienza e rispetto.
Quanto costa visitare il Parco Nazionale di Yok Don
Durante l’organizzazione del viaggio è stato sorprendentemente difficile trovare prezzi aggiornati. Per questo ho raccolto qui tutte le spese principali, confrontandole con le tariffe ufficiali del parco.
| Attività | Prezzo |
|---|---|
| Ingresso al parco | 60.000 VND |
| Trekking guidato | 350.000 VND |
| Elephant Experience (mezza giornata) | 900.000 VND |
| Elephant Experience (giornata intera) | 1.400.000 VND |
| Trekking con pernottamento | Variabile |
| Noleggio bici | Variabile |
Il parco organizza anche birdwatching, escursioni in bicicletta, trekking di più giorni, visite ai villaggi e altre attività. Per queste esperienze ti consiglio di consultare il sito ufficiale, perché disponibilità e tariffe possono variare.
FAQ
Quanto tempo serve per visitare il Parco Nazionale di Yok Don?
Se hai poco tempo puoi visitare il parco in giornata, ma il mio consiglio è di dedicargli almeno due giorni e una notte. In questo modo potrai partecipare sia a un trekking nella foresta sia all’Elephant Experience, vivendo anche l’atmosfera del parco dopo la chiusura dei cancelli.
Vale la pena dormire all’interno del parco?
Secondo me sì. Le camere sono semplici ma confortevoli e permettono di vivere Yok Don con un ritmo completamente diverso. Inoltre, se hai prenotato attività al mattino presto, partire direttamente dalla reception è molto più comodo che arrivare da Buôn Ma Thuột.
L’Elephant Experience è davvero etica?
Sì. Gli elefanti non vengono cavalcati, non eseguono spettacoli e non sono costretti a interagire con i visitatori. L’esperienza consiste nell’osservarli mentre si muovono liberamente nella foresta, accompagnati dai ranger e dai mahout.
Si può visitare Yok Don senza auto?
Sì. Noi abbiamo raggiunto il parco con il bus locale n. 15 da Buôn Ma Thuột. Il viaggio dura circa un’ora e l’autobus ferma proprio davanti all’ingresso.
Quanto costa visitare Yok Don?
Il costo dipende dalle attività che scegli e dal numero di notti trascorse nel parco. Nell’articolo trovi una tabella con tutti i prezzi aggiornati del nostro viaggio, compresi autobus, pernottamento, trekking ed Elephant Experience.
Qual è il periodo migliore per visitare Yok Don?
Noi abbiamo visitato il parco a dicembre e abbiamo trovato giornate limpide e piacevoli. In generale, la stagione secca è il periodo migliore per esplorare la foresta e partecipare alle attività.
Yok Don è adatto anche a chi non è un esperto di trekking?
Assolutamente sì. Le escursioni si svolgono con guide del parco e non richiedono particolari capacità tecniche. Più che una sfida fisica, Yok Don è un invito a rallentare, osservare e ascoltare la foresta.
Yok Don non è il posto giusto se cerchi uno spettacolo con gli elefanti o una foto da pubblicare sui social. È un luogo che insegna a rallentare e ad accettare che sia la natura a decidere tempi e distanze.
Per me è stata una delle esperienze più autentiche vissute in Vietnam. E se deciderai di visitarlo, spero che anche tu, almeno per un giorno, riesca a metterti in ascolto della foresta.

